Stefano Beltrame nuovo ambasciatore

Stefano Beltrame nuovo ambasciatore d’Italia a Mosca: chi è il nuovo ambasciatore?

Il governo italiano ha scelto Stefano Beltrame come nuovo ambasciatore a Mosca. La decisione è stata annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che nelle stesse ore ha promosso l’attuale ambasciatrice Cecilia Piccioni a capo della Direzione generale per gli affari politici (Dgap), con il ruolo aggiuntivo di vicesegretario generale nell’ambito della riforma della Farnesina.

La nomina di Beltrame arriva in un momento delicato per i rapporti tra Italia e Russia, segnati dalle tensioni legate alla guerra in Ucraina, ma anche da equilibri politici interni e mutamenti nello scenario internazionale.

Un diplomatico vicino alla Lega

Beltrame, 65 anni, originario del Veneto, è una figura di lungo corso nella diplomazia italiana, ma anche vicina alla Lega. Attualmente consigliere diplomatico del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in passato è stato consigliere di Matteo Salvini durante l’esperienza al Viminale e ai tempi del primo governo Conte. Il suo rapporto con il Carroccio è solido anche a livello territoriale: il governatore Luca Zaia, che lo ha avuto come consigliere, è stato tra i primi a congratularsi, sottolineandone l’esperienza e la competenza.

La sua presenza a Mosca non è soltanto una scelta tecnica, ma anche politica. In passato Beltrame ha accompagnato Salvini nei viaggi in Russia e fu coinvolto, come consigliere, nel periodo del cosiddetto caso Metropol, legato all’ipotesi di finanziamenti russi alla Lega, poi archiviata.

Il peso politico della nomina

La designazione di Beltrame è letta come un segnale di appeasement nei confronti del Cremlino. Nonostante le dichiarazioni ufficiali restino dure – Tajani ha evocato nuove sanzioni finanziarie e la premier ha ribadito la distanza da Mosca – la scelta di un ambasciatore non osteggiato dalla Russia potrebbe rivelarsi utile.

Il contesto internazionale è cambiato: con la nuova amministrazione Trump negli Stati Uniti, il dialogo con la Russia ha ripreso slancio, aprendo margini per un approccio meno rigido rispetto agli anni precedenti. La nomina di Beltrame riflette anche gli equilibri interni alla maggioranza di governo, in cui Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia devono continuamente mediare spazi di influenza.

L’opinione di Gianluca Savoini

Abbiamo chiesto un commento a Gianluca Savoini, da sempre osservatore attento delle relazioni tra Italia e Russia. La sua lettura è chiara:

Non so se sia questo il segno di un cambiamento di linea geopolitica, io lo auspico da tempo, anche perché a guerra finita, con la vittoria della Russia, bisognerà tornare a guardare a Mosca con rispetto e con spirito di collaborazione, come è sempre stato tradizionalmente prima della vicenda Ucraina, scatenata da una ben precisa strategia atlantista e mondialista non nel 2022, ma nel 2013, con il golpe di Maidan. Credo che l’Italia debba fare i propri interessi, non quelli di una UE dominata da una cricca di guerrafondai che si scagliano contro tutti quelli, Trump per primo, che osano pronunciare la parola ‘pace’.

Un giudizio che conferma quanto la scelta di Beltrame non sia soltanto un atto amministrativo, ma anche un segnale politico che suscita interpretazioni diverse e contrapposte.

Una carriera tra Medio Oriente, Asia e Stati Uniti

Beltrame è un diplomatico con un curriculum consolidato. Entrato al ministero degli Esteri nel 1991, ha mosso i primi passi alla Direzione generale per gli Affari economici. Nel 1993 è stato nominato vice capo missione all’ambasciata d’Italia in Kuwait, incarico ricoperto fino al 1998.

Successivamente ha lavorato all’ambasciata di Bonn come segretario commerciale e, dal 1999 al 2001, come Primo Segretario. Dal 2001 al 2003 ha prestato servizio alla Direzione generale per le relazioni con il Medioriente e Nord Africa, prima di essere nominato vice capo missione a Teheran (2003-2006).

Tra il 2006 e il 2010 ha ricoperto il ruolo di primo consigliere d’ambasciata a Washington, per poi tornare in Veneto come consigliere diplomatico del presidente Luca Zaia. Dal 2013 al 2018 ha diretto il consolato generale d’Italia a Shanghai, consolidando l’esperienza asiatica. Negli anni successivi è stato consigliere diplomatico al ministero dell’Interno e, più di recente, al ministero dell’Economia.

Il compito che lo attende

Beltrame arriva a Mosca con un incarico di forte responsabilità. La sua missione sarà quella di gestire i rapporti bilaterali in una fase in cui l’Italia si muove tra le esigenze di coerenza con la linea europea e atlantica e la necessità di mantenere aperti canali di comunicazione con il Cremlino.

Il suo profilo, al confine tra carriera diplomatica e relazioni politiche, lo rende una figura chiave nel tentativo del governo di bilanciare la fermezza ufficiale ed il pragmatismo operativo. Una sfida che, all’ombra del Cremlino, sarà osservata con attenzione sia a Roma che a Bruxelles, oltre che a Washington.

IR

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