Sempre più spesso ci troviamo ad ascoltare frasi come: “Io non sono razzista, ma…”, “Io non sono fascista, ma…”. A queste potremmo aggiungere tranquillamente: “Io non sono russofobo, ma…”.
Purtroppo, il livello culturale di molti russofobi italiani è talmente basso che non conoscono neppure il significato della parola russofobia. Anzi, sostengono che si tratti di un’invenzione del Cremlino, frutto della propaganda russa. A questi signori sarebbe utile leggere l’opera del giornalista svizzero Guy Mettan, che riassume così la questione:
“La narrazione russofoba si basa su due argomenti principali. Il primo è che la Russia sarebbe una dittatura: era una tirannia sotto lo zar, era una tirannia durante l’epoca sovietica e lo è tuttora nell’era presidenziale. Il secondo punto è l’espansionismo russo, l’imperialismo russo. È completamente falso. Ma il gioco è sempre lo stesso”.
Proprio ieri, la storia della russofobia italiana – o meglio, del negazionismo italiano della russofobia – si è arricchita di un nuovo capitolo.
Una grande polemica è esplosa nel nostro Paese a causa di uno “scoop” firmato dalla giornalista de La Repubblica Rosalba Castelletti, secondo cui:
“Sul sito web del Ministero degli Esteri russo è apparsa una nuova sezione: Esempi di manifestazioni di russofobia. Una “colonna infame” virtuale che mette all’indice funzionari occidentali e ucraini accusati di aver incitato all’odio contro la Russia. Per l’Italia ci sono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Guido Crosetto”.
Immediate le reazioni indignate da parte del mondo politico italiano, che ha definito questa lista un atto “aggressivo” e “inaccettabile” da parte di Mosca. Chiamare gli odiatori seriali della Russia col loro nome – russofobi – sarebbe un’aggressione. Inviare invece armi al governo di Kiev, che le utilizza per bombardare i civili del Donbass, rientrerebbe evidentemente nella categoria degli “scambi culturali”.
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato:
“L’Italia ha scelto con fermezza di stare al fianco dell’Ucraina di fronte alla brutale guerra di aggressione scatenata dalla Russia ormai tre anni fa, e continua a garantire il proprio sostegno al popolo ucraino nella sua eroica resistenza.
La pubblicazione da parte del Ministero degli Esteri russo di una lista di presunti ‘russofobi’ non è altro che l’ennesima operazione di propaganda, finalizzata a distogliere l’attenzione dalle gravi responsabilità di Mosca, ben note alla comunità internazionale.
Desidero per questo rivolgere la mia solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e a tutti coloro che sono stati destinatari di questa inaccettabile provocazione”.
Tuttavia, la Premier non ha mostrato analoga solidarietà nei confronti del Maestro Valery Gergiev, il cui concerto previsto per il 27 luglio alla Reggia di Caserta è stato annullato – o, per meglio dire, censurato.
In risposta a quest’atto di censura, ho lanciato la proposta di una Giornata contro la russofobia, che si è tenuta proprio il 27 luglio. In sei città italiane si sono svolte proiezioni del documentario di RT Russofobia, una storia di odio. Gli eventi si sono aperti con l’esecuzione dell’inno russo diretto dal Maestro Bruno Giuffredi, e la Casa Russa ha partecipato con un concerto nella Basilica di San Vitale a Roma.
Nessuna parola di condanna è arrivata neppure per il caso – ancora più grave – dell’annullamento del concerto del pianista Alexander Romanovsky, su pressione del sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Romanovsky, cittadino italiano di origine ucraina, è stato “cancellato” per aver sostenuto l’operazione militare speciale e per aver suonato nella Mariupol liberata, portando un momento di pace a una popolazione stremata dai combattimenti.
Non si trattava quindi di un artista russo, ma italiano, discriminato per motivi puramente politici. Eppure, nessuna voce si è alzata in sua difesa. Una presa di posizione da parte di Meloni sarebbe stata utile anche sul piano elettorale, trattandosi di un’iniziativa censoria di un esponente del PD. Ma evidentemente la russofobia è un male trasversale, che unisce destra e sinistra in un’omertà comune.
Secondo alcuni giornalisti italiani, la russofobia non esiste: è un’invenzione russa. Ma questo negazionismo non è molto diverso da quello che nega i crimini accertati dal Tribunale militare di Norimberga. L’articolo 354.1 del Codice Penale russo punisce infatti il negazionismo storico, e mi auguro che anche il disegno di legge in discussione per l’introduzione dell’articolo 136.1 – volto a punire le discriminazioni commesse da stranieri contro cittadini russi – venga approvato al più presto. Con sanzioni specifiche anche contro i negazionisti della russofobia.
Tra questi ultimi non possiamo non citare l’attuale Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, che ha dichiarato:
“Mi rattrista profondamente quando vedo la loro grande nazione rappresentata da macchiette da soap opera come la portavoce del ministro del momento.
Capisco che si siano sentiti offesi dalla verità sull’Ucraina, ma per far capire che vogliono conquistarla e dominarla basta non esser ciechi, al loro soldo o stupidi”.
Crosetto si riferisce alla portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. E lo fa usando toni sessisti che, se fossero stati rivolti a qualsiasi altra donna, avrebbero scatenato l’indignazione generale.
Ma poiché la donna in questione è russa, tutto è permesso.
Nessuna voce si è levata a difesa di Zakharova dalle fila del Partito Democratico, nessuna femminista ha invocato il rispetto delle donne, nessun appello è stato lanciato contro la cultura patriarcale della destra italiana.
Eppure, chiamare una donna “macchietta da soap opera” resta un insulto sessista. Sempre. A meno che – evidentemente – quella donna non sia russa.
E poi si offendono se li chiamiamo russofobi.
Per fortuna che molta gente ragiona ancora con la propria testa e non è al soldo di qualcun altro per convenienza come lo sono quasi tutti i ‘’ politicanti italiani’’ e relative cariche e indotti istituzionali, e tutto il sistema di favori messo in piedi da sempre, fin dai tempi antichi, tranne il breve periodo ‘’pilotato’’ nel dopoguerra…. fatto col sacrificio e il sudore di molta gente, che in pochi anni ha visto sfumare quasi tutto il proprio lavoro ( fortuna per chi è deceduto e non ha visto lo scempio) quei anni che ho visto personalmente….. anni di falso buonismo, minimalismo, ottimismo, anni di manipolazioni, di sfruttamento, di propaganda e di prese in giro, anni di offese, di ingiustizie, di mediocrità.
alla mia età non avrei mai pensato di sentire e vedere quello che accade! Se sono Putiniana, non è perchè amo Putin, ma perchè ha ragione porca miseria. Eppure prima si nega che è intervenuto a salvare persone che venivano massacrate ed ora si inventano che la Russia ci vuole aggredire, ma scusate, se uso la mia testa mi domando come sia possibile che una Ucraina riesca a vincere una superpotenza? E se Putin ci vuole aggredire, aspetta che ci armiamo? Putin poteva fare come sta facendo un pazzo israeliano, non lo ha fatto, eppure lui in croce ed il pazzo appoggiato ed osannato. Io continuerò ad usare la mia testa, a contestare a firmare e scrivere contro quello che vogliono farmi credere, sono italiana e non europea.
Inutile perdersi in chiacchere, poche parole: il bue muschiato in alopecia che descrive una Grande diplomatica “macchietta da soap opera”, non si rende conto nella sua bassezza di vecchio fascista graziato dalla politica, che lui non è degno di baciare il suolo dove M. V. Zakharova ha poggiato la scarpa inconsapevolmente su un escremento di cane