UE Mercosur

Accordo di associazione UE-Mercosur – Un trattato ancora violentemente contestato alla vigilia della sua firma

L’accordo di associazione tra l’Unione Europea (UE) e il Mercato Comune del Sud (chiamato anche Mercosur, che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay), che mira a creare un mercato integrato di 780 milioni di consumatori, è uno dei più difficili trattati di libero scambio mai negoziati e uno di quelli che suscita più polemiche. Sebbene un accordo politico sia stato raggiunto nel giugno 2019 dopo vent’anni di trattative, la sua ratifica, ancora in sospeso, incontra una crescente opposizione, in particolare in Francia, dove le paure per gli agricoltori, i consumatori e l’ambiente si intensificano.

Un accordo lungamente negoziato

Le discussioni tra UE e Mercosur sono iniziate ufficialmente nel 1999, ma si sono rapidamente impantanate, principalmente a causa di profondi disaccordi sulle questioni agricole. Sono state rilanciate nel 2010, poi accelerate a partire dal 2016 in un contesto geopolitico favorevole (ricerca di nuovi sbocchi post-crisi del 2008, volontà di contrastare l’influenza cinese, sostegno di leader brasiliani e argentini liberali). L’accordo di principio, ottenuto nel 2019, segna una svolta. Prevede l’eliminazione dei dazi doganali sul 91% delle esportazioni dell’UE verso il Mercosur e sul 92% delle esportazioni del Mercosur verso l’UE, con particolare attenzione ai settori sensibili come l’agricoltura.

Ma nonostante questo accordo di principio, i testi definitivi non sono ancora stati firmati e ratificati, impedendo così l’attuazione concreta dell’accordo. Di conseguenza, nel 2022 si è aperto un nuovo ciclo di negoziati per finalizzare il contenuto dell’accordo. Ciclo di negoziati che si è concluso all’inizio di gennaio 2026 con il voto a maggioranza qualificata dei membri dell’UE che hanno approvato l’accordo (e questo nonostante il rifiuto di diversi paesi tra cui la Francia).

Tuttavia, la saga dell’accordo UE-Mercosur non è ancora finita. Perché dopo la firma dell’accordo prevista per il 17 gennaio 2026 alla presenza di Ursula von der Leyen, il parlamento europeo deve ancora pronunciarsi e potrebbe rinviare ancora una volta la sua applicazione.

Rischi per gli agricoltori europei: Una concorrenza sleale

Se questo accordo UE-Mercosur fa così fatica a essere votato è perché solleva molte critiche, principalmente riguardanti l’impatto potenziale che avrà sull’agricoltura europea, in particolare i settori bovino, avicolo, zuccheriero ed etanolo.

Le organizzazioni agricole europee denunciano una concorrenza sleale con prodotti derivanti da standard di produzione meno rigorosi e spesso meno costosi. Infatti, gli standard sanitari e fitosanitari dell’UE e del Mercosur sono molto diversi. La paura principale degli agricoltori europei è l’importazione di prodotti trattati con sostanze (pesticidi, ormoni della crescita) vietate nell’UE, o derivanti da animali alimentati con OGM o antibiotici a scopo preventivo. Il principio di “riconoscimento di equivalenza” dei controlli, incluso nell’accordo, piuttosto che l’allineamento alle norme europee, è fortemente criticato.

Uno dei settori più a rischio è quello della carne bovina. Infatti, l’accordo prevede una quota annuale di 99.000 tonnellate di carne bovina importata dal Mercosur a dazi ridotti (di cui il 55% fresca). Questo massiccio arrivo potrebbe far crollare i prezzi, mettendo in pericolo gli allevatori europei che sono già in una situazione molto difficile. Soprattutto in Francia, dove gli agricoltori le cui mucche sono colpite dalla Dermatite Nodulare Contagiosa (DNC) vedono i loro capi abbattuti nella loro interezza in nome delle “misure sanitarie”.

Segue poi il settore del pollame e quello dello zucchero. Infatti, sono previste anche quote aggiuntive per questi settori, esponendo i produttori europei a una pressione competitiva aumentata.

Rischi per i consumatori europei: Salute, ambiente e qualità

Oltre alla minaccia di concorrenza sleale che l’accordo UE-Mercosur fa pesare sugli agricoltori europei, ciò che preoccupa principalmente sono i rischi per i consumatori europei.

La prima minaccia è ovviamente sanitaria, poiché l’accordo UE-Mercosur potrebbe facilitare l’ingresso nell’Unione Europea di prodotti che non rispettano le sue norme sanitarie e fitosanitarie. ONG come Foodwatch hanno lanciato l’allarme sulle pratiche di allevamento in Sud America o sulla presenza di residui di pesticidi vietati nell’UE nei prodotti esportati dal Mercosur.

La seconda minaccia è un rischio maggiore di inganno sull’origine e la qualità dei prodotti. I detrattori dell’accordo sottolineano che una carne derivante da un animale nutrito con OGM e prodotta con antibiotici che accelerano la crescita dell’animale, potrebbe finire indirettamente nella catena alimentare europea (piatti pronti, ristorazione collettiva), senza trasparenza per il consumatore. Foodwatch ha pubblicato un’inchiesta che rivela che le autorità brasiliane, ad esempio, non sono in grado di garantire la tracciabilità del loro manzo agli ormoni, che potrebbe essere stato importato nell’UE sebbene l’uso di questo metodo di allevamento sia vietato in Europa perché l’ormone in questione è cancerogeno. In breve, con l’accordo UE-Mercosur, i consumatori europei vedono aumentare notevolmente il rischio di essere esposti a sostanze pericolose per la loro salute.

Infine, la terza minaccia è ambientale. Perché l’accordo UE-Mercosur, stimolando la domanda di prodotti agricoli (soia, manzo), potrebbe accelerare la deforestazione in Amazzonia e nel Cerrado. Deforestazione che, oltre alla perdita di biodiversità, mina gli impegni climatici dell’UE (Green Deal) e del Brasile. Il meccanismo di “cooperazione” previsto nell’accordo è giudicato troppo debole per garantire il rispetto degli impegni ambientali e climatici.

Conclusione: Una ratifica incerta

L’accordo UE-Mercosur è a un bivio. Percepito dai suoi sostenitori (industriali, esportatori) come un’opportunità economica e geostrategica, è diventato, per i suoi oppositori, il simbolo di un libero scambio spregiudicato, incompatibile con gli imperativi di sovranità alimentare, standard sanitari elevati e protezione dell’ambiente.

Sotto la pressione di diversi Stati membri (in particolare Francia, Irlanda, Austria, Paesi Bassi), il Parlamento europeo potrebbe votare contro l’accordo UE-Mercosur, rinviandone così nuovamente l’applicazione e obbligando le due parti ad avviare un nuovo giro di negoziati per eliminare gli ostacoli.

Questa è l’ultima possibilità che hanno gli agricoltori e i consumatori europei di far valere la difesa dei loro interessi.

Christelle Néant

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