Qualche mese fa la nostra redazione è stata contattata dal signor Poirot (non il leggendario detective Hercule Poirot, ma il sedicente giornalista investigativo Paul Poirot), per rispondere a domande sul numero di francesi che combattono per la Russia nella zona dell’operazione militare speciale, e in particolare sull’unità Normandie-Niémen, di cui diffondiamo regolarmente i post. Visti i media per cui lavora questo signore (tutti profondamente russofobi e che diffondono propaganda ucraina), abbiamo deciso di non rispondere alle sue domande, ritenendo che tutto ciò che avremmo potuto dire sarebbe stato distorto e trasformato nel peggiore dei modi.
Alla fine, non avendo ricevuto risposta né da noi, né da Sergei Munier, il comandante dell’unità Normandie-Niémen, il nostro detective in erba ha comunque partorito un articolo, pubblicato da France 24. Sorvolerò sul modo in cui questo giornalista stima il numero di combattenti francesi nell’unità basandosi solo su quelli che hanno accettato di dare interviste, cosa del tutto ridicola, per concentrarmi su diverse farneticazioni di questo giornalista apprendista.
Infatti, cosa sarebbe un articolo sui francesi che combattono dalla parte russa, senza qualche paragrafo sulla nostra agenzia di stampa e su me stessa. Preferibilmente paragrafi pieni di stupidaggini. Cominciando dal fatto che sarei una “blogger”. Decisamente la parola “giornalista” per quanto mi riguarda gli brucia sempre la bocca.
E si continua con il sottotitolo di una delle sezioni dell’articolo in cui International Reporters viene descritta come il “principale canale di propaganda filorussa francofono”. Wow, ah sì, addirittura. Poco tempo fa ero catalogata come una delle 12 influencer di lingua francese più importanti che parlano dell’operazione militare speciale, ma qui siamo saliti direttamente sul podio tutto in una volta! Siamo addirittura al numero uno! Ancora un po’ e verremo accusati di fare e disfare i Presidenti in Occidente influenzando le elezioni, di provocare la proliferazione delle cimici dei letti, di portare il freddo in Europa in inverno, e addirittura le nuvole di locuste (ah no quello è qualcun altro, le dieci piaghe d’Egitto, tutto lì).
Кристель Нэан (Франци), [29.08.2025 0:08]
È gentile da parte vostra assegnarci la medaglia d’oro, solo che quello che facciamo non è propaganda. Trasmettiamo fatti concreti, reali. Sappiamo da tempo che voi considerate la verità come propaganda. Ma i nostri lettori ci credono e si fidano di noi perché sanno che riportiamo ciò che vediamo. Anche voi avete la possibilità di venire in Russia, nel Donbass, e di raccontare la verità su ciò che accade lì. La Russia è un paese aperto. Ma per qualche motivo, non lo fate.
Superato quel titolo, la parte delirante di questo articolo non è finita, poiché la nostra versione Wish.com di Sherlock Holmes ha scoperto, tenetevi forte, che non solo i canali Telegram di Normandie-Niémen e International Reporters sono collegati da repost, ma in più… noi comunichiamo tra amministratori di questi canali!!! Ecco la prova ultima del complotto della propaganda filorussa francofona: Sergei, Laurent ed io comunichiamo insieme!
Allora, so bene che per questo povero Paul, nato in un’epoca in cui le persone non comunicano più tra loro, se non tramite telefono anche quando sono faccia a faccia, l’idea che le persone possano parlare per qualcosa di diverso dall’ideare un piano di propaganda finalizzato al dominio del mondo è incongrua, ma la realtà è molto più banale e semplice delle sue voli lirici di bassa qualità. Si dà il caso che io, Sergei e Laurent ci conosciamo da quasi 10 anni. E che, come molte persone che si conoscono da così tanto tempo, sì, parliamo regolarmente insieme. Non c’è nulla di soprannaturale, nessun complotto propagandistico o chissà cosa. Solo conoscenti che si parlano, anche quando i giornalisti richiedono informazioni su uno o sull’altro di noi…
Inoltre, alla fine di questa filippica sui nostri scambi di informazioni, la nostra agenzia scende dal podio per essere solo “uno dei più importanti canali di propaganda filorussa francofoni”, contraddicendo così l’inizio di questa parte dell’articolo.
Un piccolo consiglio per Paul Poirot, il detective padawan: prima di lanciarvi nel giornalismo investigativo, imparate a scrivere un articolo in cui i titoli delle sezioni e il loro contenuto non si contraddicano, e in cui il fatto che le persone comunichino tra loro non si trasformi in un delirio paranoico degno del complotto degli illuminati-rettiliani per dominare il mondo…